__Pensieri e Parole del 4 Maggio 2009__

GRAZIANO SURACE >> PENSIERI E PAROLE DEL 4 MAGGIO 2009

LETTERE MERIDIONALI (I PARTE)
"Mio caro Dina [...]
L’immensità della quistione [n.d.a agraria] spaventa, e l’audacia manca non solo ai nostri uomini politici; ma, quello che è più, anche ai nostri uomini di scienza, molti dei quali affermano che la speranza di mettervi mano è una illusione, e delle più pericolose. Se queste opinioni trovano appoggio nell’ignoranza e nell’egoismo di molti proprietarii, è inutile dirlo. La natura umana è sempre la stessa[...] E in fondo non è da meravigliarsene. Il proprietario si trova isolato in mezzo ad un esercito di contadini. La sottomissione di questi è immensa; ma è fondata solo sull’antica persuasione che il proprietario può tutto, che il Governo, i tribunali, la polizia dipendono da lui, o sono una sola cosa con lui. [....]
La quistione agraria l’ebbero i Romani, ed ognuno sa con quali terribili risultati. L’ebbero anche le nazioni moderne. Alcune ne uscirono per mezzo di sanguinose rivoluzioni, altre le prevenirono con una savia legislazione. [....] Quando il Governo è venuto nelle nostre mani, che cosa abbiamo fatto? Nulla e poi nulla. E quel che è peggio ancora, l’opinione di molti è contraria ad ogni riforma di questo genere. L’indifferenza sulle miserie dei milioni di uomini che lavorano la terra in campagna, e delle migliaia che si abbrutiscono nelle città, non è credibile. Eppure solo pensando ad essi si può crescere davvero la nostra produzione economica, pareggiare permanentemente le nostre finanze. Eppoi non sono essi che formano il nostro esercito, la nostra marineria militare? È cosa di poca importanza renderli civili? Quali sono i giornali, quanti i libri o gli opuscoli che parlano di loro? La nostra letteratura, la nostra scienza e la nostra politica sembrano del pari indifferenti su questo problema, che racchiude il nostro avvenire economico e morale. Il male esiste in molte province, ma nelle Meridionali ha proporzioni assai maggiori. Per parte mia sono convinto che la quistione, fra non molto, diverrà gravissima, e s’imporrà a tutti; che i provvedimenti legislativi saranno riconosciuti necessarii, se non si vorrà affrontare il pericolo d’una catastrofe sociale, la quale può nascere non solo da sommosse sfrenate, ma anche da inerzia ed abbandono prolungati. [...]
Intanto è utile illuminare la pubblica opinione, rivelando le nostre piaghe e le nostre vergogne, senza paura del ridicolo o del discredito, che si cercherà di gettare su quelli che oseranno parlare. La libera stampa e la scienza hanno da lungo tempo imparato ad affrontare questi ostacoli negli altri paesi, e debbono affrontarli anche fra noi. Quasi tutte le grandi verità sociali cominciarono coll’essere prima dichiarate assurde, per sembrare poi probabili, e divenire finalmente evidenti a tutti. Senza il coraggio di sfidare il ridicolo, o di esporsi alla taccia di visionarii, molti progressi sarebbero stati impossibili, e molte calamità non si sarebbero evitate. Del resto, basta parlare con gli uomini che conoscono appena lo stato delle cose, per convincersi come la necessità di una riforma sia già nella coscienza di molti, i quali ancora esitano a dirlo apertamente, quantunque convintissimi. [...] Molti sono perciò coloro i quali non si peritano d’affermare, che il Governo presente sia tutto a benefizio d’una sola classe, e non la più numerosa, della società. E quando si dice loro: camorra, mafia; rispondono: consorteria . Queste opinioni bisogna coi fatti sradicarle. Il Tocqueville afferma che due cose fanno ai popoli operare grandi imprese: la religione ed il patriottismo. La religione si può dire quasi spenta in Italia; dove non è superstizione, è abito tradizionale, non è fede viva. E quanto al patriottismo, che forma esso deve prendere ora, a quale nobile scopo indirizzarsi? L’Italia è unita, è libera, è indipendente; conquiste non ne vogliamo, né possiamo farne; una guerra di difesa è impossibile, perché nessuno ci assale. Che cosa dunque vogliamo? Bisogna rivolgere tutta l’attenzione all’interno, ciò è

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